Latenza,
tempo di
Periodo di tempo che intercorre tra il momento in cui
l'HIV penetra nell'organismo e quello in cui compaiono
gli anticorpi circolanti che consentono di porre la
diagnosi di sieropositività. Esso corrisponde
al concetto di "fase finestra" e non va confuso
con il concetto di "tempo di incubazione". |
Linfociti
Globuli bianchi specializzati nella difesa immunitaria.
Essi si dividono in linfociti T e B: i primi sono responsabili
della produzione degli anticorpi, i secondi si suddividono
in cellule adiuvanti (linfociti CD4+) e cellule soppressive
(linfociti CD8+). |
Linfoma
Tumore maligno che si sviluppa dapprima in un ganglio
linfatico per poi spesso diffondersi a tutto l'organismo.
Nella maggior parte dei casi il trattamento di cura
avviene mediante chemioterapia combinata. |
Linfopenia
Diminuzione dei linfociti nel sangue. |
Linfonodi
Organi di piccole dimensioni costituiti da masse di
tessuto linfatico, distribuiti in tutto il corpo e intercalati
lungo il corso dei vasi linfatici. |
Lipodistrofia
Sindrome osservata in alcuni pazienti HIV positivi in
trattamento con farmaci antiretrovirali, caratterizzata
sia da alterazioni metaboliche che da alterazioni della
distribuzione del grasso corporeo, che possono essere
presenti contemporaneamente
oppure separatamente. Il termine lipodistrofia letteralmente
significa: alterazione della normale crescita (distrofia)
del tessuto adiposo (lipo). I sintomi sono:
1.Alterazioni metaboliche:
Alterazioni del metabolismo glucidico:
- iperglicemia, con possibile sviluppo di diabete
- insulino- resistenza (iperglicemia ed elevati livelli
di insulina)
- intolleranza glucidica
Alterazioni del metabolismo lipidico:
- ipertrigliceridemia
- ipercolesterolemia
- aumento del colesterolo LDL (maggiormente associato
al rischio cardio-vascolare)
2.Anomala distribuzione del grasso corporeo:
Accumulo di grasso sottocutaneo:
- alla base della nuca (buffalo hump)
- alle mammelle (anche nell'uomo)
- presenza di lipomi (piccoli noduli di grasso, che
possono essere presenti ovunque)
- all'addome (protease paunch) (in questo caso si tratta
del grasso viscerale, mentre il grasso sottocutaneo
è anch'esso ridotto, come dimostrato da vari
studi eseguiti mediante l'impiego della TAC).
Perdita di grasso:
- assottigliamento degli arti (soprattutto inferiori)
con prominenza delle vene sottocutanee
- restringimento dei fianchi e delle cosce
- assottigliamento del volto (guance) con aumento delle
rughe. |
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MAC,
MAI
"Micobacterium Avium Complex" e "Micobacterium
Avium Intracellulare": fanno parte delle infezioni
opportunistiche che possono manifestarsi in corso di
AIDS. |
Macrofagi
Cellule fisse o mobili di tipo diverso, tutte in grado
di fagocitare e di inghiottire sostanze estranee all'organismo.
Essi formano quindi la prima linea difensiva nel sistema
immunitario, anche se di capacità limitata. |
Metadone
Farmaco somministrato per via orale ai tossicodipendenti
in sostituzione delle droghe da loro usate. In questo
modo vengono tra l'altro evitate le infezioni da HIV
derivanti dall'uso promiscuo di una stessa siringa.. |
Micosi
Infezioni provocate da funghi (detti anche miceti):
alcune di esse, in particolare la mucosite da candida,
sono particolarmente frequenti nei pazienti sieropositivi. |
Miopatia
Patologia muscolare che può essere provocata
da agenti infettivi (tra cui lo stesso HIV), da sostanze
tossiche e da farmaci. |
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Neutrofili
Popolazione di globuli bianchi responsabili della difesa
da alcune infezioni batteriche. |
NNRTI
Inibitori non-nucleosidici della transcriptasi inversa,
in inglese Non Nucleoside Reverse Transcriptase Inhibitor.
Farmaci utilizzati nella terapia dell'infezione da HIV,
in grado di bloccare la replicazione del virus mediante
il blocco del processo
di transcrizione inversa dell'RNA virale(Nevirapina,
Efavirenz, Delavirdina). |
NRTI
Inibitori nucleosidici della transcriptasi inversa ,
in inglese Nucleoside Reverse Transcriptase Inhibitor.
Farmaci utilizzati nella terapia della infezione da
HIV , denominati anche analoghi nucleosidici: bloccano
la replicazione del virus interrompendo la formazione
della nuova catena di DNA virale (Didanosina, Lamivudina,
Stavudina, Zalcitabina, Zidovudina). |
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Palliative,
cure
Provvedimenti terapeutici o assistenziali (ad esempio
la terapia del dolore) volti a combattere non le cause
di una malattia ma le sue conseguenze. |
Periodo
finestra
Periodo di tempo (dai 2 ai 6 mesi) che intercorre tra
l'avvenuto contagio e il momento in cui il test HIV
può riscontrare la presenza degli anticorpi del
virus. |
PCR
"Polymerase Chain Reaction": nuova metodica
di laboratorio in grado di individuare molecole virali
inserite nel patrimonio genetico umano. Viene utilizzata
per ricercare la presenza nell'organismo del virus HIV
e di virus dell'epatite C, anche prima della comparsa
di anticorpi nel sangue. |
PCP
Sigla inglese che indica la polmonite da Pneumocistis
Carini, una delle principali infezioni opportunistiche
in corso di AIDS. |
Polmonite
da Pneumocystis-carinii, PCP
Infezione polmonare dovuta a Pneumocystis carinii. Una
delle principali infezioni opportunistiche in corso
di AIDS. Definisce lo stadio della malattia Aids.
Sintomatologia: febbre, tosse non produttiva e dispnea
(difficoltà alla respirazione). Diagnosi: la
radiografia del torace mostra un tipico quadro di polmonite
interstiziale o alveolo-interstiziale; l'emogasanalisi
mostra abitualmente una riduzione dell'ossigenazione
del sangue arterioso. La diagnosi di certezza viene
effettuata mediante ricerca diretta del PC sull'escreato
indotto (cioè raccolto dopo areosol con soluzione
fisiologica per 5-10 minuti), con una sensibilità
diagnostica del 30-90%, oppure sul liquido di lavaggio
broncoalveolare dopo broncoscopia, che risulta diagnostico
nel 98-100% dei casi; la diagnosi può anche essere
posta mediante
esame istologico di biopsia polmonare transbronchiale
(sensibilità diagnostica del 90-95%). Terapia
: Trimethoprim-Sulfamethoxazolo, Pentamidina-diisethionat,
Dapsone + Trimethoprim, Atovaquon, Trimetrexat + Calciumfolinat.
La profilassi primaria viene consigliata in pazienti
con CD4 ( linfociti T4 ) < 200 /m l per ridurre l'incidenza
della PCP. Una profilassi secondaria va inoltre sempre
effettuata dopo che si sia già verificato un
episodio di PCP per evitare recidive. |
PGL
"Persistent Generalized Lymphoadenopathy"
ovvero linfoadenopatia persistente generalizzata: condizione
che si verifica nei pazienti sieropositivi allo stadio
precoce di evoluzione della malattia, caratterizzata
della presenza di un ingrossamento generalizzato e persistente
(almeno tre mesi) delle linfoghiandole. |
Piastrine
Componenti del sangue importanti nell'arrestare la fuoriuscita
di sangue dalle ferite. Il loro numero può diminuire
per l'azione diretta dell'HIV o di farmaci. |
Profilassi
Misura preventiva applicata per una particolare patologia:
essa può essere di tipo comportamentale oppure
consistere nella somministrazione di un vaccino o di
un farmaco. |
Prognosi
Previsione sull'esito di una malattia. |
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Rapporto
T4/T8
E' uno dei valori forniti dalla tipizzazione linfocitaria:
un suo abbassamento è caratteristico degli stati
di immunodeficienza. |
Retinite
Infiammazione della retina che nei soggetti sieropositivi
può dipendere da un'infezione da CMV o da toxoplasma.
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Retrovirus
Virus il cui materiale genetico è costituito
da RNA . Essi possiedono un enzima specifico - la transcriptasi
inversa - che consente di fare una copia del DNA a partire
dal RNA del virus che viene inclusa nel genoma cellula
ospite. L'HIV è un retrovirus del genere Lentivirus
(classe di virus che provocano una infezione di tipo
cronico, caratterizzata da una lunga fase di latenza
clinica). Oltre all'HIV esistono anche altri retrovirus
che possono causare malattie nell'uomo (HTLV-1,HTLV-II)
o negli animali. |
RNA
In inglese: ribonucleic acid, Acido ribonucleico (ARN).
Lunga molecola formata da una sola catena elicoidale
a struttura analoga ad una delle due catene che costituiscono
l'acido desossiribonucleico (ADN, in inglese DNA). Questa
molecola permette la sintesi delle proteine cellulari
secondo il programma iscritto nel codice genetico. Nei
retrovirus (p.es. HIV ) l'RNA contiene l'informazione
genetica. In una infezione con HIV, l'RNA viene trasformato
in DNA per mezzo della transcriptasi inversa , in seguito
viene di nuovo ritrasformato in RNA. Il livello di HIV-RNA
nel plasma è il più importante fattore
predittivo del tasso di progressione dell'infezione,
tranne che nei pazienti con livelli bassi di CD4 . Quando
l'infezione è in fase avanzata, i livelli di
HIV-RNA e di CD4 possono essere interpretati in modo
soggettivo per quanto riguarda le decisioni terapeutiche,
anche se restano comunque degli indicatori utili. |
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Safe
Sex
Espressione americana per designare le pratiche sessuali
che non comportano il rischio di trasmissione del virus
HIV. |
Screening
Termine inglese (letteralmente "passare al setaccio")
che indica l'esecuzione sistematica di esami per ricercare
una determinata patologia in soggetti in cui non si
è ancora manifestata la sintomatologia. La ricerca
degli anticorpi anti-HIV è un test di
screening per individuare le persone portatrici del
virus. |
SIDA
Denominazione dell'AIDS in uso nei Paesi francofoni. |
Sieroconversione
Passaggio da uno stato di sieronegatività (assenza
nel sangue degli anticorpi contro un determinato agente,
ad esempio l'HIV) ad uno di sieropositività.
Nel caso dell'HIV essa coincide temporalmente con la
sindrome acuta e segue mediamente di 4-6 settimane la
prima infezione. |
Sieronegatività
Assenza nel sangue degli anticorpi contro un determinato
agente, ad esempio l'HIV, che indica l'assenza di infezione.
Esiste però la possibilità di una falsa
sieronegatività se il test viene eseguito nel
"periodo finestra" oppure - ma raramente -
nelle fasi avanzate dell'infezione da HIV, quando lo
stato immunitario è talmente compromesso da alterare
anche la produzione di anticorpi. |
Sieropositività
Presenza nel sangue degli anticorpi contro un determinato
agente, ad esempio l'HIV, che indica la presenza dell'infezione.
Esiste però la possibilità di una falsa
sieropositività ed è per questo che il
primo test per l'HIV (metodica Elisa) deve sempre essere
seguito da un test di conferma, il Western Blot. |
Sindrome
acuta
Quadro clinico con sintomi più o meno intensi
ma sovrapponibili a quelli di una banale influenza,
che si osserva in corrispondenza dell'acquisizione dell'infezione
da HIV nel periodo della sieroconversione. |
Sistema
immunitario
Insieme dei mezzi di difesa dell'organismo (organi e
cellule) contro le aggressioni esterne (agenti patogeni,
allergie, tumori). Sono responsabili della difesa: timo,
linfonodi, milza, tonsille, linfociti e macrofagi. |
Skin
test
Test che consiste nella somministrazione sottocutanea
di sostanze
estranee all'organismo (antigeni) allo scopo di valutare
lo stato immunitario sia a livello della cute che generale.
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T4
linfociti
Parte del sistema immunitario, essi vengono infettati
dall'HIV e il loro numero tende a diminuire nel corso
dell'infezione. Il loro numeroviene calcolato mediante
un esame di laboratorio, la tipizzazione linfocitaria..
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TBC,
Tubercolosi
Malattia infettiva che può colpire praticamente
tutti gli organi o apparati (di preferenza i polmoni).
E' una delle poche patologie infettive presenti sia
nei sieropositivi che nei sieronegativi ed è
l'unica che possa essere trasmessa dai sieropositivi
ai sieronegativi per vie diverse da quelle parenterale
e sessuale. La
passata esposizione ai germi tubercolari si esplora
attraverso un test detto Tubercolina o Mantoux e che
consiste nella somministrazione dei germi tubercolari.
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Test
per l'HIV
I metodi di indagine comunemente seguiti ricercano gli
anticorpi anti- HIV presenti nel sangue. Il virus stesso
non viene individuato. Il test per l'HIV non può
dire se o quando una persona si ammalerà di Aids
: la definizione "test anti-Aids" che si
sente spesso usare non è corretta. La presenza
degli anticorpi può essere individuata già
dopo tre-sei settimane, generalmente entro un massimo
di tre mesi, dopo la contrazione dell'HIV. Per escludere
la possibilità di errore (per un eventuale scambio
di provette), un primo risultato positivo ottenuto da
un test particolarmente sensibile (metodo "ELISA")
viene verificato con una seconda analisi condotta su
un
campione di sangue prelevato di fresco. Se questo procedimento
conferma la presenza degli anticorpi, il risultato del
test è "positivo" ( sieropositivo ),
mentre se non vengono individuati anticorpi, il risultato
è "negativo" (sieronegativo). I metodi
di analisi adottati oggi in Svizzera permettono di individuare
gli anticorpi contro tutti i tipi (HIV-1 e HIV-2) e
i sottotipi del virus. Per le profonde conseguenze che
il risultato del test può avere, chi lavora in
questo campo deve adottare un comportamento estremamente
responsabile. È bene ricordare che nessuno può
essere sottoposto al test senza il suo esplicito consenso:
i test obbligatori o eseguiti all'insaputa dell'interessato
(per esempio in ospedale) sono contro la legge e possono
essere perseguiti come violazione dei diritti della
persona.
I test vengono eseguiti anonimamente (senza l'indicazione
del nome) presso i centri di consulenza di diversi ospedali
universitari e alcune cliniche.
Prima di decidere se eseguire il test per l'HIV, è
opportuno considerare e discutere le possibili conseguenze
del risultato. Questo - sia positivo che negativo -
è strettamente personale, non può essere
comunicato per lettera o per telefono e deve essere
accompagnato da un approfondito colloquio. |
Tipizzazione
linfocitaria
Esame di laboratorio che consente di dosare alcune sottopopolazioni
di linfociti, in particolare i linfociti T4 (helper,
che sono le cellule che danno il via alla risposta immunitaria)
e i linfociti T8 (suppressor, che inibiscono la risposta
immunitaria). Questi due gruppi di cellule tendono rispettivamente
a diminuire e ad aumentare nel corso dell'infezione
da HIV. |
Toxoplasmosi
Infezione presente allo stato latente nell'organismo
di una parte della popolazione. Essa può riattivarsi
nei sieropositivi con grave deficit immunitario, provocando
una grave forma di encefalite. |
Transaminasi
Esami di laboratorio, denominati GOT e GPT (o AST e
ALT), che indicano la presenza di un danno epatico.
Un incremento dei loro valori indica la presenza di
un danno in atto alle cellule del fegato (epatite, tossicità
epatica da farmaci, ecc.) |
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Vaccinazioni,
vaccino
Sostanza estranea (antigene) che, introdotta nell'organismo,
gli conferisce un'immunità contro una malattia
infettiva. Un vaccino può contenere germi vivi
o morti, tossine o frammenti di un antigene.
La tendenza tipica dell'HIV a modificarsi costantemente
rende particolarmente difficile la produzione di un
vaccino efficace. Sono in atto molti studi, ma non possiamo
aspettarci risultati in un immediato futuro.
L'unico mezzo efficace contro l'infezione da HIV è
oggi la prevenzione . Questo vuol dire: riconoscere
le situazioni a rischio e regolare il proprio comportamento
di conseguenza. |
Vie
di trasmissione
Il sangue, compreso quello mestruale, e lo sperma contengono
concentrazioni elevate di virus. La concentrazione è
leggermente inferiore nelle secrezioni vaginali e nel
latte materno, il cui contatto con le mucose è
però sufficiente a
trasmettere il virus. L'HIV si può dunque trasmettere
se uno di questi liquidi organici entra nel circolo
sanguigno o viene a contatto con le mucose degli organi
sessuali, della bocca o dell'intestino. L'HIV si può
quindi trasmettere:
per contatto sessuale
· attraverso l'uso di aghi e/o siringhe non sterili
(scambio di siringhe)
· per l'assunzione di droghe per viaendovenosa
· dalla donna sieropositiva al bambino durante
la gravidanza, il parto o l'allattamento
· attraverso trasfusioni di sangue nei Paesi
dove non viene garantita la sicurezza nel controllo
dei donatori.
Le seguenti situazioni non comportano alcun rischio
di contagio: contatti con la pelle come abbracciarsi,
accarezzarsi, baciarsi, usare gabinetti pubblici, piscine,
mezzi di trasporto pubblici, mangiare nei ristoranti,
punture di zanzare, ecc. |
Virus
Struttura biologica estremamente piccola ed elementare
che può moltiplicarsi all'interno di una cellula
viva. Determinati virus sono agenti patogeni. |
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Western
Blot
Test di laboratorio per la
ricerca degli anticorpi anti-HIV, usato come metodica
di conferma di un test di screening Elisa allo scopo
di escludere una falsa sieropositività. |
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