ACTG
"AIDS Clinical Trials Group": gruppi di ricerca
americani che si occupano di sperimentazioni cliniche.
I diversi studi sono indicati con un numero, ad esempio
ACTG 019. |
ADC
"AIDS Dementia Complex": consiste nell'interessamento
cerebrale diretto da HIV e può variare da una
semplice perdita di memoria e di attenzione fino ad
una vera e propria demenza. |
Adenopatia
Nome generico che serve a designare qualsiasi affezione
dei gangli linfatici. |
AIDS
"Acquired Immune Deficiency Syndrome" ovvero
sindrome da immunodeficienza acquisita: è lo
stadio più avanzato dell'infezione da HIV. Compare
quando le difese immunitarie sono estremamente compromesse
e si sono già manifestate infezioni
opportunistiche e tumori. La causa principale dell'Aids
è l'infezione da HIV (Human Immunodeficiency
Virus = virus dell'immunodeficienza umana). L'HIV-1
è
stato scoperto nel 1983-84, l'HIV-2 poco dopo. Tanto
questi due virus quanto i loro sottotipi presentano
delle caratteristiche particolari, e la loro incidenza
varia da continente a continente. Per tutti valgono
le stesse regole di protezione.
Il decorso dell'infezione da HIV non trattata è
caratterizzato dal graduale progresso del difetto immunitario.
Gli studiosi suddividono l'infezione da HIV in diversi
stadi; quello dell'Aids è lo stadio in cui, in
conseguenza del difetto immunitario, si
sviluppano determinate infezioni e tumori.
L'infezione da HIV può essere diagnosticata con
un test degli anticorpi.. Altri test permettono di stabilire
se il difetto immunitario si è già instaurato,
e a quale velocità avanza. |
Amilasi
Esame di laboratorio utilizzato principalmente per esplorare
la funzione pancreatica, in particolare in pazienti
con pancreatite o che assumono farmaci potenzialmente
tossici per il pancreas. |
Anemia
Situazione patologica caratterizzata da una diminuzione
della quantità di emoglobina nei globuli rossi.
Essa comporta una ridotta capacità di trasporto
dell'ossigeno da parte del sangue e può dipendere
da uno stato patologico o dall'assunzione di particolari
farmaci. |
Anergia
Ridotta capacità di difesa immunitaria, in particolare
di quella cellulare. |
|
Anticorpi
Sostanze di natura proteica (immunoglobuline) prodotte
dall'organismo (sistema immunitario) in risposta all'introduzione
di sostanze estranee (antigene), ad esempio agenti
infettivi. Gli anticorpi si trovano nel sangue e nelle
secrezioni, sono capaci di
agire sugli antigeni, bloccandoli. Fanno parte delle
difese immunitarie.
La presenza degli anticorpi può essere individuata
già dopo tre-sei settimane, generalmente entro
un massimo di tre mesi, dopo la contrazione dell'HIV.
|
Antigene
p24
Proteina della parte interna (core) dell'HIV, presente
nel sangue circolante quando il virus si moltiplica
nel periodo successivo alla sieroconversione e negli
stadi avanzati dell'infezione da HIV. |
Antigenemia
Livello di un antigene nel sangue. |
Antiretrovirale
Terapia con farmaci attivi contro l'HIV prescritta nei
soggetti con AIDS e negli asintomatici allo scopo di
rallentare o bloccare la moltiplicazione del virus e
stabilizzare la situazione immunitaria quando il numero
di linfociti T4 scende al di sotto di un certo valore.
Asintomatico, sieropositivo
Persona sieropositiva nella quale, indipendentemente
dallo stato delle difese immunitarie, non si sono sviluppati
sintomi causati dall'HIV o da infezioni opportunistiche
e tumori. |
Auto-trasfusione
Quando per un intervento chirurgico si prevede la necessità
di una trasfusione, viene chiesto al paziente di farsi
prelevare una certa quantità del suo sangue perché
gli possa essere trasfusa dopo l'operazione. In questo
modo viene evitato ogni possibile rischio legato alla
trasfusione di sangue di una persona estranea. |
|
 |
BAL
Lavaggio broncoalveolare: si effettua nel corso di una
broncoscopia per la raccolta di liquido del lavaggio
nel quale possono essere cercati i microrganismi. |
B-Linfociti
Popolazione di globuli bianchi responsabili della produzione
di anticorpi. |
Beta2-Microglobulina
Proteina del sangue il cui dosaggio è stato utilizzato
come indice della progressione della malattia da HIV.
|
Biopsia
Procedura diagnostica consistente nel prelevare una
porzione di tessuto o di organo allo scopo di esaminarlo. |
|
 |
Cachessia
Perturbamento profondo di tutte le funzioni dell'organismo.
|
Candidosi
Infezione fungina o micosi che colpisce soprattutto
le mucose orali e dell'esofago. Essa è molto
frequente nei sieropositivi, anche in quelli con un
deficit immunitario relativamente moderato. |
Carica
virale, Viremia
E' la quantità di virus presente nel sangue di
un individuo, definita anche viremia. La sua determinazione
in alcune infezioni è molto importante (es: epatiti
B e C, HIV ), poiché la quantità di virus
presente nel sangue è correlata con la gravità
della malattia. La carica virale può essere valutata
con metodi qualitativi, che indicano solo se il virus
è presente o assente nel sangue, oppure con metodi
quantitativi, che forniscono l'esatta misurazione della
viremia. Per effettuare questa rilevazione si ricorre
a tecniche cosiddette di amplificazione genica (PCR),
in grado di rilevare
anche piccole quantità di virus; la carica virale
viene espressa in numero di copie per millilitro. Questa
determinazione è molto importante per decidere
quando iniziare una terapia , e per valutare poi la
risposta alla terapia stessa. Sono possibili forti variazioni
individuali. |
Citomegalovirus,
CMV
E' un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpesvirus.
Nei soggetti con normale funzione del sistema immunitario
provoca una infezione che solitamente è asintomatica
e autolimitantesi, mentre nei soggetti immunodepressi
può provocare
infezioni gravi a carico di vari organi.
È responsabile di una delle più gravi
infezioni opportunistiche in pazienti con AIDS . In
particolare, esso può causare una grave infezione
dell'occhio (retinite) con conseguente rischio di cecità,
dell'intestino (colite), dell'esofago (esofagite), dei
polmoni (polmonite) e del cervello (encefalite).
Diagnosi: ricerca dell'agente patogeno nei tessuti,
diagnosi clinica, aumento dell'antigene pp65 e aumentata
CMV-PCR. Terapia: p. es. con Foscarnet, Ganciclovir,
Didofovir (con Probenecid) e CMV-Iperimmunglobulina
umana. Le recidive sono frequenti. |
Consenso
informato
Procedura in base alla quale non può essere effettuato
nessun procedimento diagnostico o terapeutico, sperimentale
e non, fino a quando il paziente -preventivamente informato
sullo scopo, sui rischi e sulle conseguenze dell'operazione
- non lo abbia concesso la sua esplicita autorizzazione.
|
Contraccettivi
Strumenti atti a evitare una gravidanza indesiderata:
profilattico (l'unico efficace anche nella prevenzione
del virus HIV), diaframma vaginale, spirale e pillola.
|
Counselling
Colloquio tra un operatore e una o due persone: può
essere effettuato attraverso il telefono o "vis
a vis", cioè di persona. |
|
 |
Disfagia
Difficoltà e/o dolore nella deglutizione. |
Dispnea
Difficoltà respiratoria. |
|
 |
Elisa
Metodica di laboratorio utilizzata, fra l'altro, per
la ricerca degli anticorpi anti HIV. Una positività
del testo Elisa per HIV indica una probabile infezione
ma deve sempre essere confermata con altre metodiche
(solitamente con il Western Blot). Esistono test Elisa
per il dosaggio di molti altri anticorpi, ad esempio
per il markers dell'epatite, la cui positività
non va confusa con quella per HIV. |
Encefalite
Grave malattia neurologica causata dall'HIV o da altri
agenti infettivi e
che compare nei soggetti sieropositivi negli stadi avanzati
dell'infezione. |
Endoscopia
Esame di laboratorio che mediante un endoscopio (strumento
flessibile in grado di raggiungere cavità naturali
o artificiali del corpo, ad esempio le vie digestive
o respiratorie) consente di studiare e raccogliere campioni
biologici allo scopo di diagnosticare affezioni non
altrimenti individuabili e trattabili. |
Enzima
Sostanza di natura proteica formata nelle cellule vive
e che regola il metabolismo dell'organismo cellulare.
|
Epatite
Infezione a carico del fegato causata da virus o da
sostanze tossiche.
Le epatiti virali più comuni sono la A (che viene
trasmessa con alimenti e non ha niente a che vedere
con le malattie a trasmissione sessuale), la B, la C
e la D o delta (che può infettare solo persone
già portatrici di virus dell'epatite B). |
Epatite
B
Infezione a carico del fegato, causata da un virus (HBV)
che viene trasmesso attraverso le vie di trasmissione
dell'HIV (scambio di sangue e di materiali biologici
infetti). Fa parte delle malattie a trasmissione sessuale
ed è considerata una malattia venerea. Essa è
però molto più contagiosa dell'HIV ed
è stata segnalata anche la
possibilità di una sua trasmissione per quelle
vie, dette "parenterali inapparenti" (bacio,
goccioline di saliva), che non si sono mai dimostrate
efficaci per l'HIV. Si può prevenire attraverso
la vaccinazione. |
Epatite
C
Infezione a carico del fegato, causata da un virus (HCV)
che viene trasmesso attraverso le stesse vie di trasmissione
dell'HIV e dell'epatite B. Fa parte delle malattie a
trasmissione sessuale ed è considerata una malattia
venerea. Essa è però molto meno contagiosa
del virus dell'epatite B e anche se tende a cronicizzarsi
raramente si presenta in forme acute. |
Epidemiologia
Studio della distribuzione dei fattori relativi alla
salute in gruppi di popolazioni umane, finalizzato a
riconoscere l'eziologia e la patogenesi e a fornire
indicazioni per la gestione, la valutazione e la programmazione
di servizi di prevenzione , di cura e di
controllo. |
Esofagite
Infezione a carico dell'esofago: nei sieropositivi la
sua forma comune è causata da un fungo, la candida.
|
|
 |
Farmacoresistenza,
Resistenza
Facoltà, per un microorganismo, di sopportare
senza danno una concentrazione di medicamenti, per esempio:
resistenza dei batteri a determinati antibiotici o resistenza
dell'HIV a medicamenti antiretrovirali. L'HIV è
in grado di sviluppare resistenza verso qualsiasi medicamento
antiretrovirale. I test per la resistenza sono disponibili,
e la corretta interpretazione di questi dati può
contribuire a migliorare notevolmente il
trattamento ed a ridurre la tossicità ed il costo
della terapia antiretrovirale , identificando precocemente
quei farmaci che risultano essere meno efficaci. Attualmente
l'uso dei test di resistenza è limitato dal costo
elevato, dalla certezza della loro qualità e
dalla carenza di informazioni circa l'interpretazione
ottimale dei risultati. I test di resistenza sono in
grado di fornire informazioni basate solo sulle mutazioni
presenti nella popolazione virale predominante in un
dato momento, il che potrebbe non corrispondere con
le mutazioni presenti nella popolazione virale latente
o minoritaria in quello stesso momento. Pertanto, i
test di resistenza possono essere utili nello stabilire
quale farmaco non può essere efficace, ma l'assenza
di una resistenza genotipica o fenotipica non può
fornire una adeguata garanzia di efficacia. |
|
 |
Genoma
L'intero patrimonio genetico di un organismo. |
Granulociti
Sottogruppo dei globuli bianchi, cellule del sangue
che fanno parte del sistema immunitario. Essi possono
diminuire in alcune situazioni patologiche e in seguito
all'assunzione di alcuni farmaci. |
|
 |
HAART
Viene chiamata terapia antiretrovirale altamente attiva
(ingl. Highly Active Anti Retroviral Therapy, HAART).
A tutt'oggi non esiste un farmaco in grado di guarire
l'Aids; esiste però una serie di farmaci, i cosiddetti
antiretrovirali, che possono
essere impiegati contro la proliferazione dell'HIV.
Oggi, inoltre, è possibile diagnosticare e intervenire
tempestivamente su molte infezioni opportunistiche .
Farmaci contro la proliferazione dell'HIV (terapia antiretrovirale)
Al momento sono disponibili tre gruppi di farmaci:
Inibitori della trascrittasi inversa ( nRTI )
Zidovudina (AZT)
Didanosina (DDI)
Zalcitabina (ddC)
Lamivudina (3TC)
Stavudina (d4T)
Abacavir
Inibitori della trascrittasi inversa non nucleosidici
( NNRTI )
Nevirapina
Efavirenz
Inibitori della proteasi (IP)
Saquinavir
Indinavir
Ritonavir
Nelfinavir
Altre sostanze e gruppi di sostanze sono in via di sperimentazione.
In genere, i farmaci antiretrovirali prolungano la fase
asintomatica o inducono un miglioramento dei sintomi.
Gli effetti collaterali sono molto diversi e variano
da paziente a paziente. È necessario stabilire
le modalità di assunzione insieme al medico.
Questi farmaci hanno l'effetto di far aumentare il numero
dei linfociti CD4 e ridurre quello dei virus ( carica
virale ): segni, questi, di miglioramento della funzione
immunitaria e di riduzione della proliferazione del
virus. In questo modo viene frenato l'avanzare della
malattia.
I farmaci nominati vengono combinati tra loro, in modo
da ottenere un'azione più forte e ridurre così
il rischio che perdano di efficacia (sviluppo di resistenza
). Attualmente si sta studiando quali combinazioni e
serie di combinazioni sono in grado di prolungare ulteriormente
l'effetto. Finora è stato dimostrato che una
terapia combinata - istituita al momento giusto, calibrata
sul singolo caso e seguita correttamente - migliora
notevolmente l'aspettativa e la qualità di vita
del paziente. |
Herpes
simplex HSV
Infezione virale che si manifesta con la comparsa di
arrossamento e di vescicole sulla cute (HSV1) e sulle
mucose della bocca e dei genitali (HSV 2). Può
essere trasmessa per via sessuale. |
HIV
Human Immunodeficiency Virus (virus dell'immunodeficienza
umana). In genere i virus, quando infettano un organismo,
inducono una intensa risposta da parte del sistema immunitario
(anticorpi). L'HIV, come tutti i virus, è incapace
di replicarsi autonomamente, in quanto necessita dell'apparato
metabolico di una cellula; è in
grado di infettare le cellule che presentano sulla loro
superficie il recettore CD4 . Molti tipi di cellule
dell'organismo umano possiedono questo recettore, tuttavia
il bersaglio principale del virus è rappresentato
dal linfocita T4 Helper (o linfocita CD4+) che fa parte
del sistema immunitario. Il sistema immunitario non
è quindi in grado di combattere il virus. L'HIV
con l'andar del tempo è in grado di produrre
un danno progressivo al sistema immunitario, che alla
fine non è più in grado di svolgere efficacemente
le proprie funzioni. Si verifica così una situazione
di immunodeficienza, in seguito alla quale un individuo
può essere infettato da microrganismi che sono
solitamente innocui per chi ha una normale funzione
immunitaria (infezioni opportunistiche) e tumori che
conducono ad una diagnosi di AIDS . La teoria finora
ritenuta più valida per spiegare come l'HIV provoca
il deficit immunitario è la incapacità
da parte del sistema immunitario di produrre nuove cellule
ad un ritmo adeguato. La probabilità che dopo
l'ingresso del virus nell'organismo l'infezione si instauri
effettivamente dipende principalmente da due
fattori: la carica infettante, cioè il numero
di particelle virali penetrate (più la carica
virale è alta maggiore è il rischio di
infezione), ed il numero di cellule recettive (cioè
suscettibili di essere infettate) presenti nella sede
di ingresso del virus.
L'HIV è un virus con genoma ad RNA appartenente
alla famiglia dei Retrovirus , genere Lentivirus. È
stato identificato come agente patogeno dell'AIDS nel
1983. Attualmente se ne conoscono due tipi: HIV-1, diffuso
in tutto il mondo (p.es. in Europa HIV-1 B, in Tailandia
HIV-1 E) e HIV-2, scoperto nel 1986,, presente solo
in alcuni Paesi africani e meno virulento del tipo 1.
Quando avviene il contagio con l'HIV è probabile
che si sviluppi la cosiddetta infezione acuta primaria,
la quale
decorre molto spesso in modo del tutto asintomatico.
A volte si può manifestare con un quadro clinico
aspecifico che insorge circa da 1 a 6 settimane dopo
il contagio. In questo caso i sintomi possono essere
simili a quelli di una sindrome influenzale o a quelli
della mononucleosi (malattia infettiva benigna provocata
dal virus di Epstein-Barr): febbre, mal di gola, malessere
generale, stanchezza, sudorazioni, ingrossamento delle
ghiandole linfatiche. Nelle prime settimane di infezione
gli anticorpi specifici contro l'HIV non si sono ancora
formati, per cui il test per la diagnosi di sieropositività
risulta negativo. Dopo circa 4-12 settimane sono
rilevabili gli anticorpi e si parla quindi di sieroconversione
. |
|
 |
Immunitario,
sistema
Apparato difensivo contro le aggressioni provenienti
dall'esterno (infezioni e sostanze estranee che penetrano
nell'organismo superando le barriere cutanee e mucose)
e contro i tumori. |
Immunitario,
stato
Situazione (normale o carente) del sistema immunitario
di una persona in un determinato momento. Essa si determina
con una valutazione clinica e mediante specifici esami
di laboratorio, tra cui la tipizzazione linfocitaria.
|
Immunodeficienza
Situazione in cui il sistema immunitario - divenuto
carente in seguito all'azione di farmaci, del virus
HIV e di altre patologie - non è più in
grado di difendere l'organismo contro l'aggressione
di agenti infettivi o di tumori. |
Immunodepresso
Paziente il cui sistema immunitario risultata indebolito.
|
Immunoglobuline
Proteine dotate di proprietà immunitarie (supporto
materiale dell'anticorpo). |
Immunoterapia
Trattamento con sieri o vaccini che contengono anticorpi.
|
Incidenza
Numero di nuovi casi di una determinata patologia in
una popolazione
in un dato tempo. Nel caso dell'infezione da HIV le
principali misure di incidenza riguardano i nuovi infetti,
le sieroconversioni e i nuovi casi di AIDS, di infezioni
opportunistiche e di tumori. |
Incubazione,
tempo di
Per quanto riguarda l'infezione da HIV, si parla di
"tempo di incubazione dell'AIDS" per definire
il tempo che intercorre fra il momento in cui viene
contratta l'infezione da HIV e quello in cui viene posta
per la prima volta la diagnosi di AIDS. Questo concetto
non va confuso con il concetto di "tempo di latenza".
|
Infezione
Penetrazione nell'organismo di sostanze estranee (batteri,
virus, ecc.) in grado di riprodursi in grande quantità.
|
Infezione
opportunistica
Infezione provocata da agenti patogeni che spesso si
manifestano in un organismo sano senza provocare danni.
In presenza di una deficienza immunitaria, gli agenti
patogeni sfruttano questa debolezza e si moltiplicano
in modo aggressivo a spese dell'ospite: sono le principali
patologie osservate in corso di infezione da HIV.
Una delle infezioni opportunistiche più frequenti
che accompagnano l'Aids è la polmonite da Peumocystis-carinii.
Farmaci contro le infezioni opportunistiche
L'infezione opportunistica più frequente, la
polmonite da Pneumocystis carinii , può essere
prevenuta con profilassi farmacologica per via orale
o per inalazione. Questo intervento si rende necessario
quando il rischio di polmonite da Pneumocystis carinii
è massimo, cioè in presenza di un difetto
immunitario grave (meno di 200 cellule CD4 per microlitro
di sangue). È possibile la profilassi anche della
toxoplasmosi e delle micobatteriosi atipiche.
Contro le infezioni da altri funghi, parassiti e batteri,
esistono farmaci e vaccini efficaci. Le infezioni opportunistiche
richiedono un trattamento medico specialistico, ed è
molto importante che siano diagnosticate tempestivamente.
Nel caso in cui si manifestino disturbi o alterazioni
dello stato di salute, si raccomanda dunque di andare
subito dal medico. |
Inibitori
della proteasi
Farmaci utilizzati nella terapia della infezione da
HIV : bloccano la replicazione del virus inibendone
la proteasi, enzima essenziale per la maturazione delle
nuove particelle virali (Indinavir, Nelfinavir, Ritonavir,
Saquinavir, Amprenavir). |
Intravitreale
Iniezione che si pratica all'interno dell'occhio. |
|
 |
Kaposi,
sarcoma di
Tumore molto raro nella popolazione generale ma frequente
nei sieropositivi: si manifesta con la comparsa di noduli
di color rosso vinoso sulla cute e sulle mucose. |
|
 |